Una storia di Natale:
il racconto fotografico della festività della Comunità Cattolica Orientale Ucraina di Como nella Chiesa di San Donnino.


A San Donnino il 6 gennaio si è celebrato il Natale della Comunità Cattolica Orientale Ucraina di Como con Don Giusto Della Valle e Padre Metodio Lyubeznyy.



In attesa del Natale secondo la tradizione ortodossa che segue il calendario giuliano (a differenza di quello già riformato chiamato gregoriano), già da metà di dicembre del 2016, assieme alla Comunità diocesana comasca e a tutta la Chiesa Universale, la Comunità Orientale Cattolica Ucraina di Como desiderava percorrere il Natale del Bambin Gesù, il Verbo Eterno del Padre, come lo si festeggia in Patria, specialmente nelle parti occidentali del nostro Paese, due volte l'Italia, con all'incirca 42 mln. di abitanti. In questi la tradizione odierna - dopo molti anni dell'idologia antireligiosa sovietica - oggi come ieri tutt'ora rimane molto sentita e comunque molto più viva rispetto alle altre parti dell'Ucraina, percio viene elaborata già molto prima dell'evento, essendo pensata in ogni suo detaglio con i tanti particolari da condividere e da esibire.
Sugli scia delle festività odierne, con il pensiero dei sempre piacevoli impegni natalizi che sono capaci di aumentare l'attenzione di tutti, piccoli e grandi, rimane un'ottima occasione per lasciar a parte molte preoccupazioni quotidiane, riflettendo un po' di più e con la maggior serietà sul mistero dell'Incarnazione, Dio fattosi Uomo. In quest'ottica, dedicandosi più costantemente alla propria familia, volendo percorrere il cammino veramente solido assieme e dentro di essa e alle persone molto care per ciascuno, si tuffa ben volentieri nei sentieri religioso-popolari, abbracciando così in un modo più forte quel periodo di speranza, di gioia e di tutto ciò che nel suo assieme mistagogicamente possano portare sia le festività natalizi sia l'Anno Nuovo che pure, ai suoi inizi, ricomincia i primi battiti nei cuori e nell'anima della gente.
Spero che tutti coloro che il 6 gennaio sono pervenuti ai nostri festeggiamenti svoltesi presso la Chiesa di S. Donnino davvero sono riusciti a ricevere tanta soddisfazione, con gli impulsi positivi dal nostro modo di pregare e di contemplare il sacro, toccando più da vicino il Bambin Gesù-Dio Eterno che con il "Sì " della Vergine volle entrare nella storia dell'umanità.
Già dalle ore 11 si poteva visitare la Capanna-Presepe, tutta particolare, in cui tra la paglia - nella persona del Bambinello - doveva farsi riposare il Salvatores mundi. Ammirandola poi nella sua composizione artistica - il trittico - con gli spunti di un ben evidente ethos culturale e popolare del popolo ucraino, quest'ultima voglia rispecchiare innanzitutto la tradizione natalizia della Galizia (una regione dell'Ucraina Occidentale con il centro a Lviv/Leopoli, città del Re).
Infatti, in una tra le quattro Cappelle esistenti nella Chiesa di San Donnino, quella della Madonna, allestita nella sua parte centrale assieme agli altri elementi sussidari della ricchissima scenografia natalizia, abbiamo voluto di spiegare - nel suo trittico religioso-culturale - l'idea del Natale di tradizione ortodossa e la cultura religioso-popolare e nazionale degli ucraini. Sia dentro che fuori della Capanna si vede a spuntare - ancora fresco - l'autentico fieno portato in occasione da Ternopil (una città occidentale dell'Ucraina) sopra di cui invece in tutta la dimensione della Cappella sono state depositate - con una logica - ben più di 30 figurine che raccontano il Natale del Signore. È poi sintomatico che in essa la parte centrale occupa il Bambin Gesù, tra le bracia della Vergine, che viene assistita fedelmente da Giuseppe, suo sposo. Vi sono evidenziate pure i tre Magi: venendo dall'Oriente essi portano i loro preziosissimi doni che stanno offrendo al Dio-Uomo. Essi, a sua volta, sono circondati dagli altri personaggi biblici (i pastorelli, gli agnelli, i bue con l'asinello) come pure dagli spunti della vita quotidiana, culturale e sociale del popolo d'Israele di allora. Sopra del Presepe invece viene rappresentata la scena dell'Annunciazione in cui l'Angelo Gabriele dà una lieta notizia a Maria e a Giuseppe stesso.
Accanto al Presepe, sulla sua destra, troviamo la seconda parte del nostro trittico natalizio sandonniano in cui si registra rappresentazione interactiva del tradizionale Cenone natalizio ucraino (obligatorialmente magro). Esso si fa popolarmente nella Vigilia di Natale con le 12 portate in ricordo del numero degli Apostoli. Una ricchissima cioè tradizione di cibi, bevande e dolci che vorrebbe dir qualcosa anche a molti tra gli ucraini presenti nel territorio comasco - innanzitutto a quelli ovviamente che non la conoscono, perché nello sistema ateo-sovietico in cui precedentemente vivevano non potevano, purtroppo, essere istruiti in una tale cultura religiosa -, perciò non soltanto agli italiani stessi che sono più lontani geograficamente e, quindi, non sempre informati su di tutto ciò. Non a caso il nostro concetto di un tale pensiero con il lavoro realizzato in seguito fu apprezzato da tutti, ucraini e italiani.
Perciò è stato molto significativo per la Comunità Orientale Cattolica Ucraina locale che in molti dalla Comunità Cattolica Italiana e la società civile comasca, tra cui anche i turisti occasionali, hanno visitato la mostra del Presepe e gli attimi importantissimi del tema natalizio religioso-nazionale: essi furono composti dai sapori popolari, la tradizione antica e i colori culturali provvenienti innanzitutto dalle regioni occidentali dell'Ucraina, tra cui in primis è la Galizia. Trovandosi appunto alle porte dell'Europa Occidentale essa confina con la Polonia, la Romania, l'Ungheria e la Slovacchia, perciò da sempre viene più portata per gli scambi interreligiosi e interculturali.
C'è da sottolineare tuttavia che la regia e la decorazione del Presepe allestito assieme alla mostra-stend dell'antichissima tradizione etnogastronomica natalizia della Vigilia di Natale e la parte culturale di essa - nella sua versione galiziana - fu pensata ed elaborata dalle Sig.re Olga SHCHUDLO, Danyyila HRYNCHYSHYN (Capogruppo), Galyna BORAK e il Rev.do padre Ruslan Metodio dr. Lyubeznyy, Cappellano della Cappellania Greco-Cattolica Ucraina di Como.
In seguito, dopo la Divina Liturgia svoltasi in rito bizantino-ucraino e presieduta da padre R. Metodio Lyubeznyy in presenza del Rev.do Giusto Della Valle, Responsabile della Migrantes di Como - rivolgendo un cordiale saluto ai fedeli ucraini quest'ultimo ha condotto anche la "Preghiera per la Pace" -, tutti tra i presenti alla funzione religiosa, una volta essa giunta alla sua conclusione, hanno cantato i canti natalizi di tradizione ucraina come quella italiana, con tanta compassione ed entusiasmo. Dopodiché, preparato per tutti, si poteva assaggiare pure un piatto tipico natalizio ucraino della Vigilia detto cutya (farro con i semi di papaveri) e bere uzvar (succo alla frutta secca) prima ancora che si cominciasse la parte ufficiale del Cenone natalizio con le famosissime 12 portate (magre). Esso fu previsto per le ore 14.00 e a cui, nei costumi nazionali, con il ruolo dei madrini di Festa (per una tradizione popolare) invitava cordialmente una coppia dei giovani, spiegando agli interessati il significato di 12 piatti della Vigilia di Natale. Quasi per l'obligo questi necessariamente si devono trovare sul tavolo prenatalizio ch'è ricchissimo nei cibi, dolci e bevande.
In questa sede in un modo tutto particolare si è voglia di concentrare una cortese attenzione anche sulla originalità e addobbo - veramente molto interessante con un ben accennato simbologismo popolare - del mistero natalizio che quest'anno a S. Donnino, per la disponibilità del Mons. Carlo Calori in quanto Parroco, è stato raffigurato nel trittico della tradizione religioso-nazionale ucraina. Infatti, vi è il neonato Bambin Gesù-Dio Eterno assieme alla Vergine con S. Giuseppe, la visita dei tre Magi con i loro doni, da una parte, e didukh di Natale-oberigh (una specie di porta fortuna: per gli ucraini, però, esso è molto di più, perché richiamandosi al tema religioso-nazionale ha un significato più profondo) deposto assieme alle 12 portate sul tavolo natalizio, da un'altra. Insieme cioè la mostra del Presepe (parte religiosa) e lo stend etno-gastronomico (sapori culturali), sacro e profano, secondo appunto lo spirito della tradizione galiziana dell'Ucraina Occidentale. Ad essa, infatti, non poteva mancare - in una nostra idea in quanto organizzatori - anche un'altra parte culturale, molto importante, quella cioè lirica ovvero più romantica (i suoi tratti furono rappresentati sulla sinistra del Presepe).
La scenografia romantico-popolare con gli elementi nazionali dell'ethos sociale e quotidiano assieme agli atti antico-moderni raffigurati da quest'ultimi ci conducono dritto-dritto al tema d'immigrazione. Essa poi è la storia sempre attuale per il popolo ucraino, perché è tanto moderna quanto antica. Infatti, oltre ai 2,5 mln. della popolazione ucraina che è sparsa nel mondo in quanto l'immigrazione lavorativa (la maggior parte di essi sono presenti nell'Europa Occidentale), più di 2 mln. sono le persone che per le vicende che si stanno registrando in Patria, specialmente negli ultimi 3 anni per la guerra non dichiarata nel Donbas (la regione sud-orientale dell'Ucraina ch'è ai confini con la Russia: essa, ancora poco tempo fa, fu una locomotiva dell'economia del Paese), sono gli immigranti interni. Ad essi inoltre si devono aggiungere più di 20 mln. anche della diaspora ucraina che oggi ormai sta registrando persino la sua quinta-sesta generazione. Perciò vi è nella mostra anche la synychka (la cincia: l'uccello che dalla natura stessa è depinto nei colori della bandiera ucraina, giallo-blu), il tyn (recintzione di legno) su cui sono appoggiate le zbanky (le garaffe in terracotta) assieme ai rami dell'albero di natale e la kalyna (la viburno: l'albero simbolico che rappresenta l'anima e i sentimenti lirici degli ucraini) assieme agli altri elementi della simbologia popolare e nazionale-culturale ucraina.
Infine, come un riassunto della nostra storia nazionale, tutto ciò è stato sottolineato da un quadro in cui viene evidenziato il momento della calorosa visita-incontro tra una giovane coppia degli innamorati e un cordiale ben venuto per il futuro sposo, sedutosi sul cavallo, cui nei portici della sua casa saluta la signorina con il pane e il sale (lo stile d'ospitalità popolare-nazionale ucraina).
Questa giornata, il 6 gennaio 2017, fu il momento di una - vera e propria - lieta attesa del Natale attraverso lo scenario religioso-culturale della tradizione natalizia del popolo ucraino ovvero la sua interpretazione galiziana che si è compiuto in compagnia della Comunità cristiana assai allargata per la circostanza perché - questa volta - composta anche dagli ospiti italiani e dai rappresentanti delle altre etnie presenti nella terra comasca. Assieme ai nostri amici e agli ospiti stessi, più vicini o lontani, perciò si desiderava percorrere le festività natalizie in un tale modo con il quale i nostri famigliari lo festeggiano in Ucraina, condividendo i tesori della nostra comune fede cristiana e la ricchissima cultura ucraina - nelle sue molteplici tradizioni popolari - assieme agli altri, specialmente con un mondo pluriculturale degli immigrati presente sul territorio comasco.
Lo scopo principale fu la possibilità di passare il tempo con una famiglia cristiana ormai allargata, sottolineando come molto importante e semplice è saper offrire gli uni gli altri la tenerezza natalizia e un sincero sentimento famigliare. E, poi, di voler regalare ai nostri bambini un misterioso e memorabile senso di festa che questi, con tanta imprensione e compassione avvenuta - si è voglia di sperare tanto - ancora a lungo sapranno conservare nei loro cuori trasformati e le menti illuminati dalla nascita del Bambin Gesù, il Salvatore e il Redemptor hominis, l'Emmanuele ch'è Dio-con-noi.

Buon Natale a tutti!
Buon Epifania!

Rev. Padre Ruslan Metodio dr. Lyubeznyy, Cappellano